Alimentazione

Dieta mediterranea e diabete: come seguirla

4 min di lettura

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Perché la dieta mediterranea è consigliata nel diabete di tipo 2, cosa mettere nel piatto ogni giorno e quali abitudini italiane rischiano di alzare la glicemia.

Sì, la dieta mediterranea è uno dei modelli alimentari più consigliati per chi ha il diabete di tipo 2. Le società scientifiche italiane (SID e AMD) e l'American Diabetes Association la indicano tra le scelte con le prove migliori, sia per la glicemia sia per il cuore. Non è una dieta "senza": si basa su verdure, legumi, cereali integrali, pesce, frutta secca e olio extravergine d'oliva, con porzioni misurate e pochi dolci e carni lavorate.

Perché è consigliata nel diabete di tipo 2

Gli studi comparativi mostrano che la dieta mediterranea aiuta a migliorare il controllo glicemico e il peso, e riduce i fattori di rischio cardiovascolare. Conta molto, perché nel diabete di tipo 2 il rischio di infarto e ictus è più alto che nella popolazione generale.

Lo studio spagnolo PREDIMED, condotto su adulti ad alto rischio cardiovascolare, molti dei quali con diabete di tipo 2, ha osservato meno eventi cardiovascolari maggiori in chi seguiva una dieta mediterranea arricchita con olio extravergine d'oliva o frutta secca, rispetto a chi riceveva consigli per una dieta povera di grassi. Il messaggio pratico: conta la qualità complessiva di ciò che mangi, non eliminare i grassi buoni.

Gli alimenti alla base

  • Verdure a ogni pasto: insalate, zucchine, broccoli, cicoria, finocchi, melanzane
  • Legumi più volte a settimana: ceci, lenticchie, fagioli, piselli, anche come piatto unico
  • Cereali integrali al posto di quelli raffinati: orzo, farro, avena, riso e pasta integrali
  • Olio extravergine d'oliva come grasso principale, nelle dosi abituali, invece di burro e strutto
  • Pesce almeno due volte a settimana, compreso il pesce azzurro (alici, sgombro, sardine)
  • Frutta secca a guscio in piccole quantità: noci, mandorle, nocciole non salate
  • Carne rossa poche volte, salumi e carni lavorate solo ogni tanto
  • Dolci come eccezione, non come abitudine

La frutta, il pane e la pizza fanno parte del modello, ma meritano un discorso a parte.

Il piatto: metà verdure, un quarto carboidrati, un quarto proteine

Riempi metà del piatto con verdure, un quarto con una fonte di carboidrati, meglio se integrale o di legumi, e un quarto con proteine come pesce, legumi, uova, carne bianca o formaggio in quantità moderata. Condisci con olio extravergine e bevi acqua.

Per la pasta valgono le stesse regole: porzione misurata, cottura al dente e un buon condimento di verdure o legumi. Ne parliamo nella guida su pasta e diabete.

Le trappole all'italiana

  • Primo abbondante e pane nello stesso pasto: i carboidrati si sommano, e la scarpetta pesa più di quanto sembri
  • Il dolce della domenica o delle feste che diventa due o tre fette, magari dopo un pranzo già ricco
  • Bevande zuccherate, succhi di frutta e tè freddo: alzano la glicemia in fretta e non saziano
  • Il bis "perché è rimasto" e gli spuntini fuori pasto

Il vino è tradizione, ma con il diabete non è automaticamente concesso. Se il tuo medico è d'accordo, va bevuto con moderazione (secondo l'ADA non più di un bicchiere al giorno per le donne e due per gli uomini) e solo durante i pasti, mai a stomaco vuoto. Se usi insulina o sulfoniluree, l'alcol aumenta il rischio di ipoglicemia, anche diverse ore dopo: impara a riconoscerla con la guida su ipoglicemia, sintomi e cosa fare.

Una giornata tipo, senza contare le calorie

  • Colazione: yogurt bianco o latte, fiocchi d'avena o pane integrale, una manciata di frutta secca
  • Pranzo: piatto unico di pasta o orzo con legumi, contorno di verdure, olio extravergine a crudo
  • Spuntino, se ti serve: un frutto oppure qualche noce
  • Cena: pesce o legumi o uova, abbondanti verdure cotte e crude, una piccola porzione di pane integrale
  • Durante la giornata: acqua come bevanda principale e una passeggiata dopo i pasti quando puoi

Quantità e orari vanno adattati alla tua terapia, all'attività fisica e al peso: se usi insulina o farmaci che possono dare ipoglicemia, concorda lo schema dei pasti con il diabetologo o un dietista.

Come capire cosa funziona per te

Misura la glicemia prima e due ore dopo i pasti che cambi, annota cosa c'era nel piatto e confronta le settimane. Porta questi dati al medico.

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Nota medica: questo articolo ha finalità informative ed educative e non sostituisce il parere del medico, del diabetologo o del dietista. Le indicazioni alimentari e gli obiettivi glicemici sono personali: non modificare dieta o terapia da solo, soprattutto se usi insulina o farmaci che possono causare ipoglicemia.

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